Il rapporto tra alimentazione, dieta mima digiuno e sclerosi multipla

C’è una correlazione

Un’alimentazione sana e bilanciata contribuisce a migliorare le condizioni di salute generale e la qualità di vita per tutti. La Dieta Mima Digiuno è un esempio di come si possa aiutare il nostro organismo a stare bene. La domanda è se un’alimentazione corretta e regimi ipocalorici possano avere un impatto positivo anche su malattie come la sclerosi multipla. In tal senso, si hanno conferme favorevoli dai risultati degli studi condotti da Luca Battistini, ricercatore dell’Unità di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia di Roma, nonché membro del Comitato scientifico FISM (Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane), che da diversi anni studia il rapporto tra flora batterica e sclerosi multipla. Su digiuno e diete ipocaloriche, invece, arrivano dati incoraggianti da parte di Giuseppe Matarese, Professore Ordinario di Immunologia e Patologia Generale dell’Università di Napoli, che ha studiato modelli animali. Oltre agli studi sulla Dieta Mima Digiuno del Professor Valter Longo sia su modelli animali sia su pazienti umani.

Gli studi dell’AISM ed i riscontri positivi sulla Dieta Mima Digiuno

Dagli studi condotti dai ricercatori emerge che alcune categorie di alimenti avrebbero un rapporto diretto con la sclerosi multipla. Inoltre, l’alimentazione può avere un impatto su alcuni tra sintomi più comuni di questa malattia. Se ne parla estesamente in una guida creata ad hoc dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). Al momento non ci sono ancora prove scientifiche che si possa avere un impatto sulla patologia con la sola alimentazione. Sono però in corso molti studi con i risultati preliminari incoraggianti che vanno confermati da ulteriori ricerche. La Dieta Mima Digiuno ne è un esempio concreto. È necessario però fare chiarezza e fare in modo che le persone affette da sclerosi multipla si affidino a dei medici esperti, per evitare che prendano iniziative personali non supportate scientificamente.

I risultati

Emergendo in modo sempre più evidente che il metabolismo cellulare, influenzato dall’alimentazione, ha un impatto importante sul sistema immunitario, il cui compito è di proteggere l’organismo dalle infezioni. Abitudini alimentari ipercaloriche, utilizzo di antibiotici, igiene eccessiva e altri fattori, hanno portato negli ultimi anni a un aumento vertiginoso della frequenza di malattie autoimmuni, dovute all’attivazione inadeguata del sistema immunitario che aggredisce le cellule dei tessuti. Diversi ricercatori, in passato, hanno condotto la sperimentazione su modelli animali, per monitorare diverse variabili in un organismo complesso. Studi intrapresi su ruolo della dieta, di flora batterica e dell’ambiente, in relazione alle malattie autoimmuni e alla sclerosi. In particolare, circa dieci anni fa, il professor Giuseppe Matarese, aveva indotto su modelli animali una sclerosi multipla sperimentale, dimostrando che il digiuno ritarda l’insorgere dei sintomi e migliora l’andamento della malattia. In definitiva, l’alimentazione modula l’attività del sistema immunitario. Secondo vari studi clinici, il digiuno induce un meccanismo di protezione cellulare, per cui i diversi componenti vengono riciclati per produrne nuovi. Si tratta del processo di autofagia, i cui meccanismi sono stati studiati per primo da Yoshinori Ohsumi, premiato con il Nobel per la Medicina. Valter Longo, da questi presupposi, ha esteso gli studi sull’uomo e ha ideato la Dieta Mima Digiuno.

Articolo a cura di: Corinna Montana Lampo

 

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