Carne Rossa: un elevato consumo può aumentare il rischio di endometriosi

Una patologia, l’endometriosi, caratterizzata da mestruazioni molto dolorose, spasmi a livello pelvico, disturbi gastrointestinali e urinari durante il ciclo, oltre che diminuzione della fertilità. L’endometriosi in Italia affligge circa 3 milioni di donne e il 30-40% di esse è sterile. Un recente studio ha dimostrato che mangiare più di due porzioni al giorno di carne rossa o cinque porzioni o più di carne rossa trasformata a settimana aumenta il rischio di sviluppare endometriosi. Le indagini scientifiche sono state condotte presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Washington negli Usa. I risultati dello studio sono stati pubblicati sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. L’ipotesi è che il meccanismo potrebbe coinvolgere il ferro eme e gli ormoni steroidei circolanti, che favoriscono le caratteristiche infiammatorie.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 81.908 donne in età fertile negli Stati Uniti, per un periodo che va dal 1991 al 2013. Gli scienziati hanno monitorato anche i casi di endometriosi confermati da interventi chirurgici in laparoscopia (3.800 in totale). Ogni quattro anni, inoltre, partecipanti al Nurses’ Health Study II, hanno compilato un questionario relativo alle loro abitudini alimentari. L’analisi dei dati ha dimostrato che nelle donne che consumano due porzioni al giorno di carne rossa non trasformata (manzo, maiale o agnello, fegato) il rischio di sviluppare endometriosi aumenta del 56%, rispetto a quelle che non ne consumano più di una porzione a settimana. Inoltre, nelle donne che consumano cinque o più porzioni a settimana di carne rossa trasformata (tipo salumi, affettati, pancetta e hot dog) il rischio aumenta del 20%, rispetto a chi la mangia una volta o meno a settimana.

Da un lato, i risultati dello studio hanno dimostrato che un elevato consumo di carne rossa è più probabile che porti a sviluppare l’endometriosi. Dall’altro, sembrerebbe che invece altri prodotti di origine animale, come pollame, uova, pesce e frutti di mare non risultano avere alcun effetto in relazione al rischio di sviluppare questa malattia. In ogni caso, i ricercatori sostengono che il consumo di prodotti animali ha il potenziale per influenzare il rischio di endometriosi attraverso la variazione sui livelli di ormoni steroidei. Ecco perché studi di intervento dietetico ben progettati tra le donne con endometriosi potrebbero aiutare a confermare questa osservazione. Lo studio preso in esame, dunque, ha individuato un fattore di rischio modificabile che andrebbe tenuto presente sia a livello di cura sia dal punto di vista della prevenzione. Questo fattore di rischio merita di essere confermato da ulteriori ricerche sugli effetti dell’alimentazione nella genesi di questa patologia a confermare questa osservazione.

Articolo a cura di: Corinna Montana Lampo

 

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